Santanchè: tre donne hanno sfruttato altre donne per condannare Berlusconi

Colpevole di concussione e sfruttamento della prostituzione minorile, e per questo Silvio Berlusconi è stato condannato in primo grado dai giudici della quarta sezione del tribunale di Milano a sette anni di reclusione, più l’interdizione perpetua dai pubblici uffici. Come annunciato, è stata resa nota la sentenza del “Processo Ruby“. Nell’aula del tribunale milanese, ad aspettare la lettura da parte del presidente del collegio, Giulia Turri, una piccola folla divisa tra sostenitori della corte e sostenitori di Berlusconi. Tra questi ultimi anche Daniela Santanchè.

Prestigiacomo, Santanchè, Pelino, Giammanco, Ravetto davanti al tribunale di Milano per la manifestazione pro-Berlusconi del 13 febbraio 2013 (fonte: dagospia.com)

Prestigiacomo, Santanchè, Pelino, Giammanco, Ravetto davanti al tribunale di Milano per la manifestazione pro-Berlusconi del 13 febbraio 2013 (fonte: dagospia.com)

Più volte la “pasionaria del Pdl” aveva attaccato il collegio tutto femminile che avrebbe dovuto giudicare Silvio Berlusconi, lei che negli ultimi anni difeso il comportamento del Cavaliere nei confronti delle donne. Oggi, sulle scale del tribunale milanese, mentre un gruppo di manifestanti la contestava, Santanchè non ha messo in dubbio l’appoggio del Pdl al premier Letta, come dichiarato a RaiNews24: «La giustizia e il governo sono cose diverse. Il nostro sostegno è senza se e senza ma, è un atto d’amore e di responsabilità nei confronti dell’Italia. E’ un processo che non doveva essere fatto. Entrando in aula mi sono stupita nel vedere che non ci fosse la frase “La giustizia è uguale per tutti”. Forse, per decenza, l’hanno tolta ». Oltre a un commento più stringente sulle immediate conseguenze politiche, Santanchè ha ribadito ai microfoni di La7 la sua opinione nei confronti del collegio. «Io sono sempre stata al fianco delle donne nelle loro battaglie. Oggi, però, sono voluta venire qui in aula per vedere in faccia proprio le tre donne che, sfruttando l’immagine di altre donne, hanno voluto condannare Silvio Berlusconi. Non ci sono né vittime né concussi.».

Orsola De Cristofaro, Giulia Turri e Carmen D'Elia, il collegio tutto femminile presieduto da Turri che ha giudicato Silvio Berlusconi al Processo Ruby (fonte: repubblica.it)

Orsola De Cristofaro, Giulia Turri e Carmen D’Elia, il collegio tutto femminile presieduto da Turri che ha giudicato Silvio Berlusconi al Processo Ruby (fonte: repubblica.it)

Un processo in cui la componente femminile è stata predominante, come riassume bene Paolo Colonnello per La Stampa. «Una ex minorenne ha messo nei guai Berlusconi, una ex moglie ne ha svelato per prima le debolezze, una ex consigliera regionale ha coniato l’eponimo più fantasioso, il famoso “culo flaccido”, una pm [Ilda Boccassini] ne ha chiesto 6 anni di reclusione, e tre giudici donne dovranno decidere il destino giudiziario di Silvio Berlusconi».

Due donne che manifestavano fuori dal tribunale di Milano in attesa della lettura della sentenza (fonte: lastampa.it)

Due donne che manifestavano fuori dal tribunale di Milano in attesa della lettura della sentenza (fonte: lastampa.it)

Sostenitrici di Silvio Berlusconi fuori dal tribunale di Milano in attesa della sentenza (fonte: lastampa.it)

Sostenitrici di Silvio Berlusconi fuori dal tribunale di Milano in attesa della sentenza (fonte: lastampa.it)

 

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