La donna che non si alzò

Rosa Parks

Rosa Parks il giorno del proprio arresto nel 1955 (fonte: frontieranews.it)

Da qualche giorno davanti alla sede del Congresso americano c’è una nuova statua: rappresenta una signora occhialuta con un cappellino in testa e una borsetta stretta in mano. Segni particolari, la donna è seduta. Già, perché la signora della statua è Rosa Parks, ricordata come “the woman who did not stand up“.

Era il 1 dicembre 1955: Rosa Parks, una rammendatrice di Montgomery, salì su un autobus. In Alabama era in vigore il Jim Crows Law, la legge di segregazione razziale: questo voleva dire che uomini bianchi e uomini neri non potevano essere mescolati, e persino sugli autobus i posti erano separati. Quando Rosa Parks entrò nell’autobus, vide che non c’erano più posti disponibili nella sezione per i neri, quella in fondo al mezzo. Si sedette così nella parte “sbagliata”, finchè due uomini bianchi non reclamarono il posto. L’autista intimò a Rosa Parks di alzarsi prima, e di scendere dall’autobus poi. Lei si rifiutò, e per questo motivo venne arrestata.

Police report

L’atto di arresto di Rosa Parks (fonte: archives.gov)

Da quel giorno, e per i 381 successivi, la comunità nera di Montgomery, guidata da un giovane pastore chiamato Martin Luther King, si rifiutò di salire sugli autobus. E’ il periodo conosciuto come “boicottaggio degli autobus“: il 75 per cento dei viaggiatori era composto da neri, e con il boicottaggio dozzine di autobus rimasero fermi, provocando un danno economico enorme.

Su questo autobus, conservato oggi nell'Henry Ford Museum (fonte: preservationnation.org)

Su questo autobus, conservato oggi nell’Henry Ford Museum (fonte: preservationnation.org)

Nel dicembre 1956 la Corte Suprema giudicò incostituzionale la legge di segregazione, e gli autobus vennero adattati. Fu solo l’inizio della protesta non violenta capitanata da Martin Luther King.

Come ha detto Barack Obama inaugurando la statua davanti il Congresso, «Rosa Parks ci insegna che le cose possono accadere o non accadere, e se si vuole cambiare il mondo è necessario sfidare l’ingiustizia con coraggio. Con un gesto semplice ha cambiato l’America e quindi il mondo».

 

 

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