Compie ottanta anni Yoko Ono

Yoko Ono

Yoko Ono al “Lennon NYC” il 5 agosto 2010 (fonte: ilpost.it)

C’è chi la ama, giudicandola la musa che ha ispirato l’evoluzione di John Lennon, e chi la odia, vedendo in lei l’inizio della fine. Yoko Ono compie 80 anni e, a più di 40 anni dallo scioglimento dei Beatles e a quasi 33 anni dalla morte di John Lennon, la signora Ono fa ancora parlare di sé. Francoforte le ha reso omaggio il 17 febbraio festeggiando l’apertura di una mostra personale al Museo Schirn delle opere dagli anni Sessanta ad oggi, compresa la famosa mela che darà l’idea del simbolo della casa discografica Apple.

Nata in Giappone in una famiglia ricca e culturalmente elevata, si trova catapultata, durante la Seconda guerra mondiale, nella condizione di sfollata, conoscendo così, per la prima volta, la fame e il disagio. Al termine della guerra, tornata alla vita quotidiana, inizia a frequentare l’ambiente bohémienne degli artisti così lontano al mondo delle banche in cui era cresciuta. E’ stata tra i primi a seguire l’arte concettuale; ha diretto film e documentari sperimentali; ha portato avanti una lunga carriera musicale, pubblicando 18 album solisti. Eppure quasi nessuno la ricorda per la propria attività artistica: per la maggior parte delle persone è la vedova di John Lennon, e per quasi tutti lei è la causa della fine dei Beatles.

Il primo incontro con John Lennon avviene a Londra in occasione di una sua mostra nel 1966. Lei aveva già alle spalle un divorzio, un annullamento di matrimonio, un altro matrimonio e una figlia.  Dovranno passare due anni, però, perché i due facciano coppia fissa. E subito iniziano i problemi con gli altri membri dei Beatles, in modo particolare Paul McCartney. A nessuno era stato permesso assistere alle registrazioni dei brani, ma John concede a Yoko questo onore durante le sessioni per il White Album, e lei ne approfitta per dare consigli sull’esecuzione a tutti i Fab Four.

Una personalità forte, quella di Yoko Ono: con lei al suo fianco John Lennon porta avanti la sua attività di pacifista. E’ con lei che si fa trovare dai giornalisti, nel 1969, in un grande letto bianco dell’Hotel Hilton di Amsterdam per il Bed-in for peace.

A distanza di tanti anni, in occasione del cinquantesimo anniversario della bomba di Hiroshima, Yoko e Paul McCartney si sono rincontrati e hanno lavorato insieme, mettendo a tacere, così, voci e chiacchiericci vecchi di più di 20 anni. In fondo, a distanza di tanto tempo, anche i più grandi detrattori di Yoko Ono, quelli che l’hanno sempre giudicata responsabile dello scioglimento dei quattro di Liverpool, possono fare pace con lei perché, prendendo in prestito le parole de Il Post, «se le voleva bene John Lennon, è ok per noi».

E, di tante leggende, rimangono comunque canzoni meravigliose come The ballade of John and Yoko.

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