Buried alive in the blues – Sepolta viva nel blues

Janis Joplin/Jim Marshall

1968: una foto scattata da Jim Marshall della cantante nata il 19 gennaio 1943 (fonte: janisjoplin.com)

If I hold back, I’m no good. I’m no good. I’d rather be good sometimes, than holding back all the time.

“Se mi freno, non sto bene. Non sto bene. Preferisco stare bene ogni tanto, che trattenermi tutto il tempo”.

E ha scelto proprio questa strada Janis Joplin. Il 19 gennaio 2013 avrebbe compiuto 70 anni, ma una overdose di eroina l’ha uccisa molto prima. Era il 4 ottobre 1970: Janis fu ritrovata morta in una stanza di albergo a Hollywood, a soli 15 giorni di distanza dalla morte di un altro mito del rock, Jimi Hendrix. Entrambi avevano 27 anni. E’ proprio con loro che nasce il famigerato Club 27 che, 24 anni dopo, vanterà tra i suoi membri un altro artista maledetto, Kurt Cobain.

Una vita di eccessi, quella di Janis Joplin. Ottima studentessa, ma piena di complessi per il suo aspetto fisico, vive con profondo disagio gli anni della scuola in Texas. Nel 1963 una confraternita maschile le assegna il titolo di  “Ugliest Man on Campus”, l’Uomo più brutto del campus. E’ troppo per lei: lascia il college e si dedica interamente alla sua passione, il soul, nato negli anni dell’adolescenza con l’amore per Odetta, Leadbelly e Bessie Smith.

Janis Joplin

Punto di riferimento per lo stile e la moda, oltre che per la musica (fonte: ondarock.it)

Inizia ad esibirsi con i Big Brother and the Holding Company: la sua voce roca e abrasiva, unita al blues del gruppo, riscuote un successo enorme. Janis lascia la band e inizia la carriera da solista: l’apprezzamento della critica e del pubblico non tardano ad arrivare. E, grazie alla forza e al fascino che sprigionava sul palco, anche quello del mondo della moda: lei che era stata umiliata per il suo aspetto fisico, diventa un sex symbol, e giudicata da Vogue una vera icona di stile.

Partecipa a Woodstock, al concerto in memoria di Martin Luther King, si impegna attivamente contro la guerra in Vietnam e la discriminazione razziale. Compra una lapide più dignitosa per Bessie Smith, la cantante da lei tanto amata, morta per dissanguamento in seguito a un incidente dopo che tre ospedali l’avevano rifiutata per il colore della sua pelle.

Punto di riferimento per la musica e lo stile ancora adesso, per le sue idee politiche e per il suo atteggiamento. Lei però non era dello stesso avviso: “I’m one of those regular weird people”, sono solo una di quelle normali, strane persone, diceva di sè.

E’ morta durante la produzione di un disco, Buried Alive in the Blues, sepolta nel blues. Mai titolo fu più profetico.

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