La fine del ministro donna nella terra di Sherazade

La nomina di Marziyeh Vahid Dastjerdi nel 2009 a ministro della Salute fece scalpore in Iran (fonte: thebusinessyear.com)

La nomina di Marziyeh Vahid Dastjerdi nel 2009 a ministro della Salute fece scalpore in Iran (fonte: thebusinessyear.com)

Era dai tempi di Mohammad Khatami, il presidente dell’Iran che tanto piaceva alle donne perché aveva promesso notevoli cambiamenti nella condizione femminile, che non si vedeva una donna occupare un posto all’interno del governo di Teheran. Ecco perché la nomina di Marziyeh Vahid Dastjerdi a ministro della Salute nel governo di Mahmud Ahmadinejad era tanto importante: prima donna ministro in un esecutivo iraniano in 30 anni di storia della repubblica. A questo punto, però, l’uso del passato è d’obbligo, dal momento che Dastjerdi è stata “licenziata” oggi.

Classe 1959, Marziyeh Vahid Dastjerdi si è laureata in medicina e specializzata in ginecologia e ostetricia all’Università di Teheran. Era il 2009 quando il parlamento iraniano le concesse fiducia, unica delle tre donne nominate da Ahmadinejad. Ed è stato proprio lo stesso presidente che tre anni fa la propose per il dicastero della Salute e dell’Educazione sanitaria a farla dimettere oggi.

Mahmoud Ahmadinejad, presidente della Repubblica islamica dell'Iran. Sono i suoi progetti sul nucleare ad aver scatenato le sanzioni internazionali (fonte: thedailymail.co.uk)

Mahmoud Ahmadinejad, presidente della Repubblica islamica dell’Iran. Sono i suoi progetti sul nucleare ad aver scatenato le sanzioni internazionali (fonte: thedailymail.co.uk)

Nessuna spiegazione ufficiale è stata resa nota, ma alla base della decisione del presidente iraniano starebbe la denuncia della ormai ex ministro dell’incredibile crescita dei prezzi dei farmaci e della difficoltà di reperire medicinali in un paese piegato dalle sanzioni dell’Unione Europea e degli Usa. L’aumento nelle tariffe doganali, secondo Dastjerdi, avrebbe causato un inevitabile incremento nel costo delle medicine, e la Banca centrale avrebbe destinato appena 650 milioni di dollari alle spese sanitarie, a fronte di 2,5 miliardi di dollari necessari. Cifre naturalmente smentite da Ahmadinejad,

Dastjerdi era considerata, dal punto di vista politico, una conservatrice. Eppure la sua nomina ha giocato un  ruolo importante nel mondo iraniano, non fosse altro per la difesa delle donne nella terra di Sherazade, messe sempre più pericolosamente in secondo piano.

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