First Lady 3 – Il “dono del cielo” d’Oriente

Teodora negli affreschi della basilica di San Vitale a Ravenna; fonte: rivstoricavirt.com

Non si è accontentata di fare la moglie dell’imperatore: Teodora, imperatrice d’Oriente, ama il potere, e ha deciso di esercitarlo quanto più possibile. Eppure è di umili, umilissimi origini: nata a Bisanzio, l’antica Costantinopoli, Teodora è figlia di un guardiano degli orsi dell’Ippodromo e di una ballerina e attrice di teatro, il che, per quei tempi, equivale a cortigiana. Dopo la morte del padre, Teodora e le sorelle sono spinte a seguire le orme materne: come ballerina prima, e poi come attrice di mimi, la ragazza diventa molto popolare tra i soldati. E’ così che conosce Giustiniano, nipote dell’imperatore Giustino ed erede al trono, di venti anni più vecchio di Teodora.

Sarah Bernhardt nei panni di Teodora per l’opera di Victorien Sardou; fonte: daringtodo.com

Una legge imperiale voleva che nobili e popolani non potessero sposarsi, a maggior ragione se intorno alla donna ci fossero voci di dubbia moralità. Giustiniano, approfittando della vecchiaia dell’imperatore, riesce però a far cambiare la legge e, a soli tre giorni dalla morte di Giustino, fa incoronare Teodora imperatrice.

La nuova sovrana si dimostra subito una donna di polso, dando vita a una vera e propria diarchia imperiale in cui lei rappresenta il perfetto contraltare dell’imperatore: non vuole vivere nell’ombra del potente marito, ma prende spesso posizione in questioni delicate, come le dispute religiose che, allora, causavano violenti rivolte, spesso in contrasto con Giustiniano. Ricordandosi delle sue origini, si spende molto per promuovere migliori condizioni di vita per attrici e cortigiane, e non esita a ricorrere al potere e alla tortura per disfarsi dei nemici suoi e dell’impero. Va contro le usanze romane, presentandosi come una divinità in terra, ricoperta di ori e gioielli (così come la rappresentano i ricchi mosaici di Ravenna) e imponendo un rigido cerimoniale che obbliga chiunque sia in sua presenza di prostrarsi a terra.

Dalla collezione Bysance di Karl Lagerfeld per Chanel; fonte: omegashop.ca

L’imperatrice muore nel 548 di malattia, e a lungo la piange Giustiniano. Teodora ha attraversato i secoli, diventando protagonista di opere teatrali e film, arrivando a fare capolino sulle passerelle parigine di Chanel, quando Karl Lagerfeld l’ha scelta come musa ispiratrice per una collezione chiamata, appunto, Bysance. In un periodo in cui la società era fondamentalmente patriarcale, Teodora è stata, a suo modo, estremamente moderna, non vergognandosi delle sue origini e approfittando del fascino per esercitare il potere. E’ stata una moglie potente, e non semplicemente la moglie di un potente.

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